Giovanni Marco Cordella

Inside Aitronik – Robot autonomi, miele e Rubik: il viaggio (in treno, ma non solo) di un ingegnere

Giovanni Marco Cordella si racconta


Abbiamo chiesto a Gianmarco di parlarci un pò di lui, di cosa gli piace, del lavoro che sognava di fare da bambino e delle sue aspettative.

Ingegnere Robotico e Scrum Master, in AItronik dal 2019.

È la persona che, oltre a lavorare sui progetti, ci aiuta nella gestione dei nostri attraverso gli strumenti di metodologia agile.

Qualche tempo fa, rovistando in una vecchia scatola, ho ritrovato un tesserino fatto alle elementari con scritto: “Lavoro: ingegnere”. Probabilmente non avrei potuto fare altro.

Ma col tempo ho scoperto che mi appassiona la pianificazione e l’efficienza dei team…Ed è così che il mio ruolo in azienda si è evoluto e sono diventato Scrum Master.

Organizzare, risolvere problemi, facilitare i processi, mi piace e, dopo aver soddisfatto il mio primo bisogno della giornata e cioè fare un’ abbondante colazione, metto in fila mentalmente gli impegni e parto.

 Al di fuori del lavoro ho delle passioni meno tech:

In televisione guardo quello che mi ispira ma sicuramente il film che rivedo sempre con piacere è Pacific Rim, forse perché ci sono dei robot enormi? 🙂

Nel tempo libero, adoro:

  • mettere in ordine (seriamente, mi appassiona tantissimo)
  • praticare sport (più che seguirlo)
  • le api e il miele. È un interesse nato da poco ma ho scoperto che il mondo dell’apicoltura mi affascina, anche se, lo ammetto, forse è solo voglia di qualcosa di buono.

 L’ultima cosa che ho imparato solo per il piacere di farlo? Risolvere il Cubo di Rubik.

 Nella vita non mi ispiro a una persona specifica, ma a un concetto:

Mi aspetto che…

Ritengo sia importante mettersi nelle condizioni di  formulare una frase riguardo a qualcosa che conosciamo poco o nulla che inizi in questo modo. È, a mio avviso, sintomo di forte spirito critico. Questo modo di ragionare racchiude dentro di sé la capacità di attingere dalla propria esperienza e cercare di generalizzare concetti e nozioni in altre situazioni per affrontare nuove sfide. Da quando ho iniziato a lavorare cerco sempre di perseguire questa sorta di mantra che, nel contesto tecnologico nel quale lavoro, è sicuramente utile, ma credo sia valido ed applicabile anche in altri contesti.

Amo le sfide e c’è un momento che ha rappresentato un cambiamento importante nella mia vita: il primo viaggio da Brindisi a Pisa, valigie a seguito, per iniziare l’Università. Tante ore di viaggio in treno e tanti bagagli, è stato faticoso.

Allo stesso tempo fu anche un viaggio pieno di aspettativa, che sanciva l’inizio di una nuova parte della mia vita che poi si è rivelata essere un’esperienza unica.

 Come mi vedo tra 10 anni?

Spero di continuare a crescere in un contesto che mi permetta di realizzare non solo obiettivi professionali, ma anche familiari e personali.

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